Una collezione che rivela la maestria artigianale locale e racconta la vita quotidiana siciliana dal XIX sec. alla prima metà del XX sec. attraverso l’arte dei giocattoli.
Il museo nasce grazie alle acquisizioni di giocattoli provenienti dalle collezioni private delle famiglie nobili di Polizzi.
Con esse ci catapultiamo in umili abitazioni contadine o sontuose dimore nobiliari attraverso case e arredi in miniatura. Caratteristica la presenza di numerosi modellini di mobili, che ebanisti e falegnami usavano presentare ai committenti nobili nei secoli XVIII e XIX, prima della loro realizzazione, e che poi venivano usati come giocattoli dai propri figli.
Di notevole importanza poi gli eleganti animali di cartapesta a volte meccanici, uno dei primi carillons di produzione tedesca di fine Ottocento e le prime macchinette per cucire, ancora perfettamente funzionanti.
Tra i manufatti stranieri spicca una di quelle antiche bambole di legno snodabili che servivano raramente per giocare e che erano considerate oggetti ornamentali tanto da essere custodite sotto una campana di vetro.
APPROFONDIMENTI
I giocattoli di questa mostra provengono, per la maggior parte, da una collezione della grande pittrice polizzana Francesca Gagliardo di Carpinello, formata da molti interessanti prodotti di manifattura locale, che rivelano l’alto livello dell’artigianato di Polizzi e consentono di conoscere ambienti e modi di vita siciliani del passato.
Vi sono infattI le riproduzioni, in miniatura, di interni di case contadine con mobili e accessori tIpicamente ottocenteschi, come i lettini dalle testate in ferro battuto, le sedie in paglia, i porta bacinelle con la brocca, le cucine con le stoviglie in terracotta, i tipici “lemmi” con chiazze verdi ecc. Si tratta, in chiave paesana , di quelle “case di bambola” che nell’Ottocento erano molto diffuse.
A queste minuziose ricostruzioni si uniscono, in forma di giocattolo, altri oggetti di uso quotidiano abituali nelle modeste case di un tempo , come i forni per il pane, le pile di legno per il bucato o i bracieri di rame con la cupoletta rotonda formata da strisce di legno .
Di particolare interesse, fra i giocattoli, gli animali di cartapesta, come i cavalli dagli eleganti finimenti o la mucca con la testa mobile collegata a un meccanismo interno che, ad ogni movimento del capo, produceva un suono simile a un muggito.
Il giocattolo, della prima metà del XIX secolo, è una vera anticipazione, a Polizzi, dei cosiddetti giocattoli parlanti che in Italia si affermeranno solo molto tempo dopo. Un’altra curiosità tipicamente locale è rappresentata dalle gabbie per uccelli in legno intarsiato, in stile orientaleggiante, secondo una tecnica un tempo molto in voga, praticata anche a livello amatoriale .
Ma la mostra comprende anche molti giocattoli di provenienza straniera, soprattutto tedesca e francese, che confermano l’apertura di Polizzi alla cultura europea.
E’ esposto infatti uno dei primi carillons, di produzione tedesca di fine Ottocento, formato da una gabbietta di ferro con due uccellini ricoperti di piume che, azionati da una chiavetta, cinguettano e agitano le ali.
Di marca tedesca sono anche le prime macchinette per cucire, ancora perfettamente funzionanti, mentre di origine danese sono i graziosi servizietti da tavola in porcellana dipinta.
Anche il piccolo triciclo di ferro dall’enorme ruota centrale, antenato della bicicletta e sconosciuto nei paesi siciliani, rivela l’attenzione con cui Polizzi recepiva le novità provenienti dal mondo esterno.
Ma tra i manufatti stranieri spicca una di quelle antiche bambole di legno di fattura molto raffinata , fabbricate nei secoli scorsi in alcuni paesi europei e riservate, per il loro costo, a bambine di grandi famiglie ( la regina Vittoria, da bambina , ne possedeva parecchie). Erano considerate soprattutto oggetti da collezione, tanto da essere custodite, come la bambola di Polizzi, sotto una campana di vetro. Questo raro esemplare esposto nel Museo e appartenente ai Carpinello è, secondo una valutazione della Sotheby’s di Londra, che l’ha particolarmente apprezzato, di fabbricazione tedesca del 1845.
La mostra comprende anche alcuni capi di abbigliamento, tra cui due sontuosi abiti femminili ottocenteschi, che rivelano la vita elegante che un tempo si conduceva anche nei paesi, nei circoli e nei salotti.
Ma è particolarmente interessante un raro esemplare di vestitino da cerimonia usato dai bambini di casa Carpinello in occasione di cerimonie: l’abito, risalente alla fine del XVIII secolo, è formato da una redingote di una preziosa stoffa ricamata in oro e da calzoncini di seta anche questi finemente ricamati.
Tra i giocattoli dei bambini nobili, spiccano un piccolo pianoforte bianco dalle decorazioni dorate, addirittura brevettato e gli armadietti ottocenteschi per i vestitini delle bambole.
Di queste , e delle loro carrozzelle, è esposta una interessante collezione dovuta soprattutto alle recenti donazioni delle proff. Gabriella Mosca, Clotilde Cardella e Rosalia Bivona.
Dopo la solenne inaugurazione del 2010 la mostra si è ulteriormente arricchita grazie a vari giocattoli meccanici donati dalla prof. Ida Rampolla del Tindaro e dal dott. Alfino Zafarana.
Le innovazioni tecnologiche degli esemplari più moderni consentono così di conoscere l’evoluzione del giocattolo fino alla prima metà del XX secolo.
Dove
Via Garibaldi, 13 - Palazzo della cultura, Polizzi Generosa
Giorni di apertura
Tutti i giorni dalle 9:00 alle 13:00 ingresso solo con visita guidata su prenotazione
Info aggiuntive
Ingresso gratuito